Pumpipumpe: vivere in condivisione.

pumpipumpe_cliffhangerRicordano molto le raffigurazioni che le mamme cucivano sui nostri indumenti all’asilo in modo che potessimo riconoscerli e appenderli tutti nell’appendino dedicato. Io avevo la fontanella e conservo ancora con molto amore il mio asciugamanino arancione con la piccola toppa.

Pumpipumpe è ben altra cosa, ma porta con se sempre un contenuto molto bello, infatti pumpipumpe propone alle persone un modo di utilizzo cosciente dei beni di consumo. Incoraggiando a imprestare e prendere in prestito oggetti poco utilizzati promuove una maggiore interazione sociale tra il vicinato.

In ogni economia domestica ci sono sempre attrezzi, elettrodomestici, attrezzatura per il tempo libero o altro che sono poco utilizzati e che potrebbero essere prestati a un vicino gentile e simpatico. Al medesimo tempo si sarebbe contenti di poter prendere a prestito oggetti dei quali solo ogni tanto si ha bisogno.
pumpipumpecliffhangerL’obiettivo del progetto è rendere questi oggetti visibili e dare la possibilità alle persone di mostrare la loro disponibilità a imprestare. Questo non avviene via internet o con app particolari, ma con piccoli adesivi incollati alla cassetta della posta, dove i vicini e gli abitanti del quartiere passano quotidianamente. Entrerete direttamente in contatto con il vicino prendendo in prestito la pompa per la bicicletta, un trapano a batteria o una scala (ovvero le cose di cui ho sempre bisogno io :-P), vi conoscerete meglio e gli apparecchi non dovranno essere acquistati.

Se vi piace l’idea di partecipare qui potete ordinare l’adesivo che vi interessa qui

Al momento Pumpipumpe è sostenuto da istituzioni svizzere, le quali hanno permesso l’invio gratuito dei nostri adesivi sul territorio svizzero. Per le ordinazioni dall’estero al momento non ricevono nessun sostegno finanziario. Per questo motivo, dobbiamo richiedere un contributo alle spese di spedizione di CHF 5.00 rispettivamente EUR 4.00.
 
L’azienda non opera a scopo di lucro ed è costantemente alla ricerca di partner che sostengano a lungo termine il progetto permettendo così l’invio gratuito delle ordinazioni anche fuori dalla Svizzera.
 
Io sarei fiera se Milano o l’Italia decidessero di adottare una politica di “comunicazione interna” come questa. Che ne pensate?
 
Pumpipumpe   a sharing community
 
Qui la loro pagina Facebook: Pumpipumpe.
 

 

Cullarsi nella routine

Tornare alla routine sembra essere stato più facile del solito, ma non ho ancora capito se sia un segnale da interpretare positivamente o negativamente.

Che il mio corpo si stia abituando a sottostare alla noia delle giornate pre-programmate è una cosa che non mi piace affatto, anzi. È come una droga: ti assuefà, lo sai, cerchi di evitarla, ma ti senti costretto dentro di essa e farne a meno sarebbe meglio, ma non sai bene bene come iniziare, come fare. E allora ti adagi e ti culli nei tuoi ritmi ripetuti, cercando di riempire al meglio il tuo tempo libero.

E in questi giorni la cosa preziosa è proprio questa, sto riempiendo al meglio questi spazi incontrando vecchi amici, raccontandoci le avventure delle ferie, cucinando cibi sani e fatti in casa.

Svegliarsi con il profumo della torta che ho cucinato ieri sera prima di andare a dormire, mi ha messo di ottimo umore.

Basta un po’ di jazz (Would you like to take a walk? Louis e Ella) e la giornata inizia decisamente in modo diverso. So che è molto più facile a dirsi che, non tanto a farsi, quanto a sentirsi… il buon umore e la positività non possono e non devono essere inventati, ma cercare di metterci in uno stato migliore ci aiuta a essere più propositivi nei confronti di tutto quello che facciamo e di quello che ci piacerebbe realizzare.

Ho eliminato dal telefono tutte le app social: Facebook, Twitter, Linkedin, Goodreads, Mail: tutte quelle con notifiche push noiose che tendiamo a controllare in maniera istintivo-impulsiva e anche un po’ compulsiva. Cerco di passare anche il tempo “vuoto” guardandomi attorno, non immergendo tutto il mio corpo in una tavoletta di 10 x 5 cm.

Un buon libro e un block notes/Moleskine sono più che sufficienti nei nei momenti di pausa più lunghi, come il viaggio in treno. In questo momento sto leggendo The Bastard of Istanbul di Elif Shafak, ma ammetto non mi stia entusiasmando molto. Mentre durante le vacanze ho letto How to kill a Mocking Bird di Harper Lee, un grande classico della letteratura americana e mi è piaciuto davvero molto.

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Sto mangiando in modo sano, a parte nella fascia oraria dell’aperitivo, in cui preferisco godermi un’oretta di tranquillità con gli amici senza dover necessariamente bere acqua frizzante e mangiare gambi di sedano. Un buon rosso con due fette di crudo buono non hanno mai fatto male a nessuno. O almeno credo.

Mi prendo il tempo di guardare fuori dalla finestra, di fare due passi durante le pause, e ascoltare cosa mi passa per la testa e perché.

Non voglio correre, mangiarmi i momenti, divorare il tempo, ritrovandomi solo più vuota.

Sono anche stranamente più silenziosa, ma non infelice, semplicemente con voglia di proteggermi un po’, di ripararmi. Di regalarmi del tempo…

E come se non bastasse sono appena arrivate dritte dritte dagli US quattro confezioni di Yogi Tea tra cui il mio amato Peach Detox. <3 Thank you Judy!

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La routine non è così male, l’importante è essere consapevoli di dove siamo, cosa facciamo e perché lo stiamo facendo. Sempre.

Happy Friday!

Be inspired.

Eccomi, abbastanza puntuale, per riproporvi qualche nuovo sito, blog o idea…

C’è una splendida serie di interviste su The Creative Class, in particolare vi consiglio quella di Sagmeister dedicata al mondo handmade “contro” a quello della tecnologia. “Artisti, fotografi, scrittori, i creativi più in generale cercano sempre di creare senza perdere il contatto con la propria anima e con gli oggetti che ci circondano (…). Trovo che la tecnologia, con tutti i suoi strumenti sempre lì pronti a portata di mano, sia incredibilmente noiosa.” Non perdetevi questa intervista, lo stesso video merita per come è realizzato.

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Poi, come vi anticipavo, ho fatto il pane. È stato più semplice di quanto lo sia stato in passato e il risultato è stato migliore.

Per l’impasto sono stati sufficienti 300 g farina 00, 200 g farina manitoba, 1 busta di Lievito per Pane, 10 g zucchero (2 cucchiaini), 2 cucchiai di olio, 1 cucchiaino di sale e 300 ml acqua tiepida. L’impasto deve essere lavorato per 10 minuti con i pugni e sbattendolo sul tavolo per poi essere riposto in un luogo fresco e asciutto per 1 ora. Passata l’ora date al vostro pane la forma che preferite, applicate dei tagli sulla superficie e spennellatelo con dell’olio extra vergine di oliva. Dopo un’altra ora in un luogo fresco e asciutto ponete il vostro pane in un forno pre-riscaldato (è importante che sia già caldo) a 210°C per 30 minuti. Et voilà… aspettate che si raffreddi e divertitevi.

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Poi ieri finalmente sono riuscita a correre qui, in un momento libero dal rientro dalle ferie, alla Santeria. Uno spazio di oltre 500 mq con cortile esterno, voluto, ideato e creato dalle persone che lavorano dietro le quinte di alcuni locali/agenzie di Milano tra cui Magnolia, Tunnel, … “Nato dalla necessità di creare un luogo per la mente dove potersi rilassare in modo intimo, uno spazio dove le ore passano tranquille, dove si possono salutare amici, fare quattro chiacchiere con sconosciuti, oppure dove puoi ascoltare il tuo gruppo preferito e acquistare un vinile raro dopo aver assistito alla mostra di un fotografo che prima ignoravi e ora ami come le tue All Stars, e che ti ha appena portato altrettanto lontano.” Eccovi alcune foto.

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 Last, but not least… un po’ di DIY per il mese di settembre, per chi vuole avere un accessorio personalizzato o per le mamme che vogliano fare un pensierino ai loro piccoli prima del rientro a scuola. Il blog che ce lo racconta è quello di Creative Bug, sito che mette a disposizioni corsi di tutti i tipi all’interno del mondo dell’handmade. I video sono stupendi, non perdeteveli.

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Insomma:

1 sito,

1 ricetta,

1 locale,

1 blog post.

Avete mescolato?

What is wrong with our culture.

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Il tuo mondo è un’illusione. Dal giorno in cui sei nato, sei stato condizionato. La scuola ti ha insegnato che devi essere tranquillo e ubbidiente. La società ti ha reso insensibile alla violenza, insensibile alla sofferenza degli altri, ti ha isolato fino al punto di farti sembrare normale sentirsi soli su un pianeta con 8 miliardi di altre persone.

Hai lavorato duramente per il tuo futuro e la ricompensa era sempre dietro l’angolo. Il benessere arriverà domani, ma questo domani non arriva mai. E ci si rende conto troppo tardi di non aver vissuto affatto. Mancava sempre qualcosa e non importa quanto hai lavorato, risparmiato e pagato…si doveva fare così perché così è stato deciso.

Hai accettato come naturale il fatto che uno può essere ricco, mentre un altro è povero. Hai accettato l’idea assurda che dobbiamo ripagare il debito della nostra esistenza. Hai barattato la conoscenza della cultura con il comfort e l’ignoranza, hai svenduto la tua risorsa più preziosa, il tuo  TEMPO!

Mai come ora c’è bisogno di una nuova consapevolezza globale, una rivoluzione delle coscienze. Mai come ora bisogna credere ad un mondo migliore, ad un vero cambiamento! Ma ricorda…SII TU IL CAMBIAMENTO CHE VUOI VEDERE NEL MONDO.

Alan Watts

 

Alan Wilson Watts (1915-1973) è stato un filosofo inglese noto per i suoi vasti studi di filosofia orientale, e psicologia moderna assieme allo psicanalista Carl Gustaf Jung. 

Back home. Home sweet home.

Queste vacanze sono state lunghe.

Non lunghe perché siamo durate più del solito.

Lunghe perché ogni giorno è stato riempito da esperienze intense e totalmente particolari.

Dalle camminate in solitaria sul Sentiero del Cacciatore a Tarvisio, a un matrimonio in una cava a Modica, fino ad addentrarsi in un monastero scavato nella roccia in Cappadocia e sparare a palloncini in un garage di Istanbul.

Di questo, magari non riuscirò a raccontarvi tutto, magari molte cose non vi interessano… Però piano piano spero di potervi regalare qualche foto e qualche piccolo consiglio che possa tornarvi utile quando e se capiterete da quelle parti.

L’altra cosa che cercherò di regalarvi è la solita… Un piccolo viaggetto dalla vostra scrivania, divano o qualunque posto in cui vi troviate.

Intanto domani si torna a lavoro e auguro a me e a tutti voi di ripartire con il piede giusto, la voglia di fare, costruire ed essere realizzati in tutto quello che fate!

Ps: ieri ho fatto il pane, è venuto buonisssssimo! A breve la ricetta.

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Sono felice di essere tornata,

there is no place like home.

Notions.

Ultimamente ho visto molte cose belle che mi ispirano molto nella mia vita quotidiana e che magari mi danno un po’ più entusiasmo in queste giornate cupe. Così ho pensato che se vi piace questo blog e volete che vi pesino un po’ meno gli ultimi giorni di ferie… potremmo condividere alcune di queste cose :)

Mi piacciono molto i ritratti di donna di Nirav Patel: sguardi misteriosi, accattivanti, che dicono tutto… nella semplice cattura di uno scatto.

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Inoltre, per quanto io sia digitale, non mi perdo un giornale di interior design e così ho visto qualche bella casa o dettagli particolari. Come questa casa in Sicilia, sul golfo di Trapani:

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Inoltre ho “scoperto” questa designer americana. Julia Kostreva è una direttrice creativa e una graphic designer freelance dal 2010. Dal 2011 il suo studio e creative store è a San Francisco.

Julia Kostreva - Design Studio   Shop - Coveted Home Goods and Accessories

 

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Adoro questi vasetti.

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Last but not least, e soprattutto 100% italiani: Origami Videography, made in Trento. Per me è stato un colpo di fulmine… soprattutto grazie alla scelta delle musiche. Ecco solo uno dei loro bellissimi video: