Cliffhanger's Blog

Words of a life lover…

Archive for the category “HO VISTO”

Atlante

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Memories

Ore 18.20: un operaio stava stende dell’asfalto sul marciapiede.

Flashback: i famosi tombini fumanti di Manhattan.

Buona settimana

Un weekend ‘produttivo’

Ecco,

è passato e quasi finito il primo vero weekend del 2012…weekend lungo per la precisione!

Dopo un venerdì all’insegna dell’ozio, dello shopping e del cinema (Drive) ho voluto dedicare una giornata intera a ‘hobby & passatempi’, che non è l’ultimo reality show di Realtime, ma potrebbe tranquillamente esserlo.

Venerdì mi ero psicologicamente preparata ed attrezzata per affrontare un weekend in solitudine. Visto il weekend lungo molti sono andati in vacanza, tornati a casa o sono stati obbligati a lavorare. Così, dopo aver rinchiuso tutte le decorazioni di Natale e aver passato un’oretta a letto a leggere (iGod), sono scesa al mercato a prendere quelli che si possono ‘chiccosamente’ definire materiali di recupero: cassette della frutta di legno.

Dopo quattro/cinque ore le mie manine avevano rispettivamente creato:

- pane

- zucchini bread(=muffins)

- focaccia

- portaorecchini

Quest’ ultimo il pezzo di cui vado più orgogliosa, nonchè ciò a cui sono servite le cassette della frutta:

Raula al ritorno da lavoro ha trovato tutte le leccornie del caso e poco dopo siamo finite distese a guardare ‘In time’ e alcuni vecchi episodi di ‘Desperate housewives’…ecco, non definirei questa la parte più produttiva!

Oggi, domenica mattina, mi sono svegliata e ho letto…spero di potervi parlare di questi libri quanto prima. Alle 11, dopo una lunghissima doccia e alcune pulizie ho svegliato Raula e dopo pranzo abbiamo cercato una mostra da vedere a Milano.

Dopo una lunga passeggiata attraverso una Milano soleggiata che a ora di pranzo ha ragggiunto una temperatura di 14°C, siamo andate a vedere la mostra fotografica di Leonard Freed, ospitata dalla Fondazione Stelline. Consiglio, soprattutto a chi non potesse visitarla, di visionare il video presente sulla pagina del sito che vi ho linkato. La mostra si chiama ‘IO AMO L’ITALIA’ ed è l’insolito punto di vista di un americano innamorato della nostra nazione. Foto di Roma, Milano, Napoli e la Sicilia.

‘Penso a tutte le persone nelle mie fotografie come a personaggi, protagonisti di un racconto.’

Credo che queste parlino molto meglio di quanto possa fare io attraverso le parole:

Guardando queste foto non ho potuto non pensare a mio fratello (fotografo)…caso ha voluto che due minuti dopo mi girassi e me lo trovassi di fronte. :)

E così la domenica volge al termine…e io ho ancora voglia di leggere.

 

 

Devo ammettere che  scrivere resoconti mi piace sempre meno, ma rimane il piacere di condividere e magari poter scambiare qualche opinione in merito!

BUONA SETTIMANA, la prima vera del 2012!

MetroMan

Sono in metropolitana, ore 19.26, verso casa dopo una giornata a lavoro.
La prima del 2012.
Buon anno!
Qui in metro e’ festa, e’ il mio secondo capodanno!
C’e’ metroman…uno dei ‘tanti’ cantanti che si possono trovare in metro, ma uno dei pochi, se non addirittura l’unico, che oltre a parole e musica sparge il buon umore!

Mette le casse all’interno della metro , esce e con gran rincorsa risale, salta sul palo centrale, fa ridere bambini e anziani e filmare i giovani!

All’urlo di ‘sono anche su Facebook’ un gruppetto di adolescenti, suoi fan, urlano:

METROMAN!

Che aspettate a diventare suoi fan anche voi e a cercarlo a bordo della nota metro rossa milanese?!?

Un giorno normale.

In un giorno che pretende di essere un giorno normale la sveglia ti suona alle 6.20 e tu ti svegli, ma non vorresti abbandonare quel letto per nessuna ragione al mondo. E magari hai anche un mal di pancia storico.

Ti alzi e ti vesti e alle 7.30 sei in piazzale Argentina, dove sono stati allestiti i mercatini di Natale. Ti aspetti la desolazione e invece è tutto illuminato a festa manco fosse il pomeriggio di Sant’Ambrogio. Alle 7.30: MA CHI CAZZO CI VA AI MERCATINI DI NATALE ALLE 7.30 DI MATTINA?

Venti pagine di ‘Fango’ di Ammaniti dopo, emergi di nuovo in superficie, navighi nel freddo e raggiungi il desterto aka un ufficio italiano alle 8 di mattina.

Mi viene da ridere, luci spente e silenzio assoluto, forse nemmeno i riscaldamenti accesi.

Scatta il paragone. Ma non serve che vi ripeta per l’ennesima volta che in Cali alle 6 eravamo già tutti in palestra o in una sala di yoga…

UN ALTRO MONDO.

Place des Vosges

Secondo me di questa piazza mi da tranquillita’ la ripetitivita’ e il fatto che la si possa infrangere  in ogni momento.

E’ tutta uguale, in ogni lato, e se non stai attento, non ti accorgi su che lato sei. Ma se cosi’ e’, appena prendi paura, basta che avanzi un po’ e troverai un’uscita e di conseguenza capirai dove sei e potrai decidere se rimanere dentro o scappare fuori.
Mentre cammini, ogni arco e’ uguale, il parco alla tua destra e’ uguale, macchine e motorini allineati. Poi ognitanto ci sono le strisce e devi alzare gli occhi e tornare al presente.

E se ne hai voglia ti fermi e basta e sollevi gli occhi al cielo, cerchi la luna, le stelle, te.

La luna stasera non c’e', il cielo e’ coperto, vedo solo la stella polare, dovrebbe bastare a date la direzione.

Lo spero proprio, domani si torna a casa. In momenti come questo non vorrei, mi sento anonima, vuota e leggera, mi sento aria e vorrei continuare ad andare col vento.

In altri momenti mi sento pesante e vorrei essere solo sola nel mio letto e chiudere gli occhi.

E sognare.

Ciao place des vosges.

Grazie per questa bella parentesi.

Paris. 2/3, ma niente resoconto.

Sono stata qui, qui e qui. Ho fatto questo, questo e quello.

E ora che vi ho detto cosa ho fatto e cosa ho visto a voi cosa cambia?

Niente.

E a me?

Niente.

Allora vi spiego di come finalmente mi sono liberata di tutto e tutti e sono finita in Place des Vosges alle 10.23 di sera tutta sola e con alle orecchie ‘Si tu bois ma mere’ di Sidney Joseph Bechet.
E vi racconto anche di come mi sia venuta voglia di appoggiarmi a una colonna e scrivere.

Avevo passato un’altra di quelle noiose giornate per turisti in cui se non ti svegli alle 9 e non vai nei posti piu popolari/turistici e frequentati del mondo, non sei nessuno.
L’appuntamento delle 6.30 mi aveva trasmesso l’entusiasmo necessario per tirare avanti senza lamentatmi troppo.

L’appuntamento, piacevole come sempre, era terminato alle 10, quando, per la prima volta, sono stata sguinzagliata per Parigi in tenera solitudine. Ho finalmente ho avuto l’impressione di poter vivere la città a modo mio, di potermi perdere, libera.

La famosa liberta’ che mi danno le citta’ che non conosco, il sentirmi un’intrusa quasi trasparente che guarda dentro alle finestrelle dei ristoranti e guardando i volti della gente ne ricostruisce una storia di vita.

La coppia che fuma una sigaretta al tavolino che sembra fare dei discorsi fantastici solo perche’ parlano in una lingua che non conosco e io posso immaginare frasi che in realta’ non dicono e creare un mio film attorno alla loro vita.

I passi dei tacchi alle mie spalle che rimbombano all’interno del porticato, i chiacchericci di qualche turista, una ragazza che attraversa la piazza in bicicletta. Quotidianita’ che passa e se ne va’ alla velocita’ del tempo, alla velocita’ dei pensieri.

E poi tutte quelle finestrelle accese in cui si intravede una abatjour e qualche ombra che racconta il presente. Che scrive il presente.

In quelle finestre ho anche intravisto una bandiera della California.

Forse non mi piace raccontare una o piu’ storie, forse mi piace raccontare foto. Forse dovrei fare solo quello.

Il parco e’ chiuso. Le luci scaldano i colori della notte. Le ombre degli alberi disegnano strade che si intrecciano.
La prospettiva allontana cio’ che e’ prossimo.

E io ricomincio a camminare.

E poi mentre cammino verso ‘casa’, il vento mi spettina i capelli, le foglie si sollevano da terra, alzo gli occhi…e in una di quelle finestrelle vedo due persone che fanno l’albero di Natale, passandosi di mano le decorazioni…e tanto altro.

 

Un-due-tre STELLA!

Mercoledì pomeriggio tardi mi perdevo in una delle mie passeggiate che sempre più somigliano all’andamento della mia vita: so dove devo arrivare, però, proprio per questo, cerco di prendermi il mio tempo e di scoprire vie nuove, non si sa mai dove io possa finire, chi io possa incontrare…

Ed è così, che in mezzo alla nebbia, in una via un pò buia e un pò abbandonata, ho visto brillare una stella. Una stella di legno illuminata, nella vetrina di un negozio illuminato, nel bel mezzo di una stradina del centro storico di Milano. Dopo aver ammirato la vetrina per alcuni minuti non ho resistito e sono entrata a chiedere un biglietto da visita.

Paola, la proprietaria, mi ha subito spiegato che non si tratta di un negozio, ma del suo studio di interior designer per bambini che ha voluto adibire a vetrina per il mese di Natale, con l’intento di far conoscere designer italiani e internazionali con la passione per i più piccoli. Dall’illuminazione all’abbigliamento, ovviamente giocattoli e strumenti creativi per gli under 16, diari, poltrone, vere e proprie architetture ad hoc prodotte per o con bambini.

Tra una chiacchiera e l’altra ho perso la cognizione del tempo e ho colto in questa persona la voglia di seguire i propri sogni ‘no matter what‘. Ho letto nei suoi occhi l’amore e la passione per quello che fa, la felicità, la serenità, l’amore per le figlie e per il marito…ho sentito che ha riacceso la fiammella del mio entusiasmo, da qualche settimana un pò affievolita.

Abbiamo ripercorso la storia di ogni piccolo artefatto e il percorso che ha condotto lei a fare quello che fa. Mi ha parlato di altri progetti che ha ideato e realizzato con colleghi tedeschi, francesi, etc…a partire dalla KIDSROOMzoom, realizzata in aprile in occasione del Salone del Mobile. Mi ha raccontato anche di una casa creata ad hoc per i bimbi, dove portarli a giocare e a vivere con naturalezza il design. Tutte esperienze che ci racconta, assieme a colleghi, su questo blog, assieme ad un sacco di altre informazioni su questo mondo per il quale tutti noi proviamo un pò di nostalgia.

Little art works for little ones‘ è il claim che troverete nel sito web in cui parla del progetto per Natale e più in generale del progetto che coinvolge ‘unduetrestella‘.

Tra le mie opere preferite c’è, un pò per l’idea del progetto in sé, un pò per una mia cara passione, il calendario dell’avvento realizzato dall’artista di ‘Nina’ e contenente i biscottini fatti da Paola Noè, la curatrice dell’iniziativa(appassionata anche di cucina).

Vi invito a sfogliare la foto gallery e a indagare sulle storie dei singoli prodotti: materiali di recupero, materiali semplici e grezzi, piccole scatolette, stencil adesivi e perline porteranno anche voi in un mondo parallelo. Ovvio, se siete nei paraggi vi consiglio di fare un giretto nel suo studio, merita davvero, merita anche approfittarne per fare due chiacchiere con una kid’s lover o una kid-inside.

Due chiacchiere e un salto nel magico mondo dei bimbi, appunto, nel mondo di chi non smette mai di sognare.

Debito pubblico

Questo e’ stato pubblicato stamane sul Corriere della Sera a pagina 24: che ne pensate?

THIS MUST BE THE PLACE : THIS MUST BE WATCHED

Era tanto tempo che non uscivo così soddisfatta da una sala cinematografica.

Di recente ho visto film divertenti(‘Midnight in Paris’ uscirà a dicembre in Italia), ho visto film con le palle(‘La grinta’, ora nelle sale), ho visto film commoventi(‘One day’…non perdete tempo), ho visto film pallosissimi(‘Tree of life’ a mio parere peggior modo di buttare via i soldi),…vi dirò di più, ho visto tantissimi film mentre ero in America…e ora nemmeno ricordo che film fossero.

Oggi ho visto musica, amore, fotografia, perdita, ironia, paesaggi, un’America che non si vede mai e un’America che si vede spesso, ho visto il pistacchio più grande del mondo e ho visto una rockstar che….no, non dirò più nulla.

Io la prossima settimana torno con altri amici che non possono perderselo….voi vedete di fare altrettanto e poi…POI ASPETTO QUI LA VOSTRA OPINIONE!

PS: scenegiattura, montaggio, fotografia e regia MADE IN ITALY…incredibile, by Paolo Sorrentino.

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