Sono poche le volte in cui trovo storie che mi ispirano e che soprattutto mi fanno venire più voglia di aprire gli occhi e riprendere in mano passioni e sogni.

123Così, quanto ho visto il video che ritrae un pianista di Queenstown intento a suonare il suo piano sulle rive del lago che bagna la città, non ho resistito alla curiosità. Ed è così che ho scoperto che Mathias fa questo di lavoro: suona di fronte al lago in un paese di poco più di 10mila anime nel cuore della Nuova Zelanda.

Mathias ha iniziato a suonare il pianoforte “open-air” nel dicembre 2009, dopo aver terminato i suoi studi e aver viaggiato attraverso le Filippine, l’Indonesia, l’Australia e in Nuova Zelanda.

“Odiavo lavare i piatti e i posti in cui ho lavorato. Ho dovuto scavare  tra le mie passioni per sentirmi vivere e far sì che questa vita valesse la pensa di essere vissuta.”

Così un giorno Mathias ha recuperato un vecchio pianoforte polveroso da un centro di riciclaggio… è lo stesso piano forte con cui lo vediamo ritratto negli scatti di oggi.

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Una scelta di vita che lo ha portati a lasciare il lavoro e cominciare a suonare ogni giorno nel seminterrato della casa in cui alloggiava.

Non molto denaro, ma tanta libertà. Tanto tempo per seguire i propri sogni, fare le cose che si amano, che “sono le cose che veramente contano”.

I suoi sogni?

Suonare il piano, camminare in montagna e crescere e coltivare il proprio cibo.

Su questa storia Mathias ha anche scritto un libro, anche se è tuttora inedito, per sua timidezza.

Vi lascio così… con la sua visione della vita:

“Al momento – e so che per me cambia – la vita non ha significato se non quello che decidi di darle. E i significati vanno e vengono. In questo arco di tempo ristretto che abbiamo a disposizione, penso che dovremmo fare ciò che ci fa stare bene e seguire questo principio. Alcune persone lo chiamano “seguire il tuo cuore”, io credo che sia un buon principio su cui concentrarsi. Rende la vita più genuina, perché tu diventi più genuino nei confronti di te stesso e degli altri. Altrimenti, non penso che la vita in sé abbia significato. E’ piuttosto una tela di esperienze che attende che tu le dia un significato, oppure che tu non lo faccia. Ma anche senza dare significato alla vita glielo stai, in qualche modo, dando. Quindi dare un significato consapevolmente aiuta, illumina il cammino che stai intraprendendo. O almeno così la penso io… E tu?”